Associzione Sportiva Dilettantistica Pallavolisti Anonimi

Bradipi – Svicat : 3-0 Intervista a Sandro

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D: Allora Fasoli finalmente è arrivata la vittoria storica che aspettavate da anni?

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R: Beh per prima cosa dobbiamo rendere merito agli avversari che nonostante una
formazione a dir poco rimaneggiata hanno dato il meglio, poi analizzerei la nostra

partita che, a parte qualche pecca in ricezione, definirei perfetta.

D: Direi che lei è alquanto diplomatico nel lodare gli avversari, diciamocelo: non sono mai entrati in partita. Anche il terzo set si è rivelato un fuoco di paglia: quando è stato necessario siete tornati a premere sull’acceleratore e avete chiuso senza patemi.

R: Io credo che la partita si faccia in due, se loro non sono mai riusciti a giocare qualche merito l’avremmo anche noi, certo a loro mancavano gli alzatori titolari, un centrale, praticamente hanno giocato in cinque, erano sei contati e sulla soglia dei cinquanta ma oggi i bradipi avrebbero schiacciato chiunque, ci eravamo preparati ad una battaglia ed è stato poco più che un duello dimostrativo questo non certo per colpa nostra, in ogni caso il fatto di non aver comunque abbassato la guardia è segno di inequivocabile maturità.

D: Effettivamente nessuno si aspettavo un risultato a vostro favore e poi di queste proporzioni. Ma a voler cercare l’ago nel pagliaio, ci sarà qualcosa che non ha funzionato?

R: Effettivamente all’inizio eravamo tutti un po’ nervosi e qualche fondamentale ne ha indubbiamente risentito poi via via siamo saliti in cattedra e per i nostri avversari è scesa definitivamente la notte le uniche pecche, mi ripeto, sono state sulla ricezione e qui devo fare un particolare mea culpa anche se effettivamente nessuno ha brillato.

D: Certo dopo una partita così è difficile stilare liste di merito ma dall’alto della sua esperienza chi tra di voi meriterebbe una particolare lode.

R: Ha detto bene Lei: tutti meritano un elogio da chi ha giocato tutta la partita a chi non è nemmeno entrato in campo ma ha sempre incitato e si è sempre impegnato in allenamento permettendo un miglioramento generale. In questo momento di gaudio prima che tornino tempi difficili vorrei comunque fare un nome che si erge su tutti: Baluci. Giocatore dato per finito, fuori forma, devastato dagli infortuni, inventore di strane danze propiziatorie, in lite continua con il tavolino della nostra refertista; oggi ha dato tutto ha dimostrato d’essere ancora prima che un atleta un uomo con i giusti attributi (le già note palle di Baluci Ndr). Ecco tutti bravi, ma se dovessi fare solo un nome, farei il suo.

D: Veniamo a tematiche più generali: già l’anno scorso si erano notati miglioramenti, ma quest’anno la squadra delle passate stagioni sembra solo un brutto ricordo. A cosa si deve e a chi è dovuta, principalmente, questa metamorfosi?

R: Vede io sono un teorico del gruppo e penso che sia fondamentale l’armonia e l’affiatamento credo che quando le cose vanno bene il merito vada equamente diviso tra tutti: dal fuoriclasse all’omino che porta le bottiglie, non nascondo che noi, comunque, abbiamo un piccolo segreto o meglio un grande segreto diciamo proprio grosso, una sorta di spada di Damocle: il nostro allenatore, il prode Sasà, minaccia di malmenarci con la sua grande mazza qualora il nostro impegno venisse meno. Capirà che sotto tale minaccia l’impegno è sempre al massimo.

D: Cioè Lei mi sta dicendo che il vostro allenatore vi mena con una mazza da baseball?

R: Non faccia l’ingenuo sa benissimo a cosa mi riferisco.

D: Quindi vorrebe dire che le voci che girano sul Sasà corrispondono al vero?

R: Certo, certo è proprio così: il Sasà convive con una cosa di proporzioni mostruosa.

D: Ma mi tolga una curiosità per voi altri componenti della squadra questo non rappresenta un problema?

R: Beh all’inizio non nascondo che un po’ tutti ci siamo preoccupati: la cosa è così abbondante da sembrare innaturale. Poi per quanto possibile ci fai l’abitudine, almeno noi vecchi, certo per i nuovi è sempre un trauma.

D: Quello che mi dice mi sconvolge ma passiamo ad un altro tema: qual’è il segreto della sua longevità sportiva?

R: Potrà sembrare semplice retorica ma il principale segreto è il fatto che continuo a divertirmi a giocare tra amici, poi l’alimentazione messa a punto con Sergino, il dietologo della squadra, aiuta a tenermi in forze: è vero ad alcuni la trippa prima di una partita potrà sembrare pesante ma assicuro che a me da la giusta carica, pensate per la trippa ho abbandonato la classica polenta e capriolo…

D: Una domanda di rito: qualche dedica particolare per questa storica vittoria?

R: Vista la portata dell’evento le dediche sarebbero tantissime, ma ne ho due in particolare anzi tre: a tutti i giocatori che per infortuni e problemi vari non possono più sudare con noi, a chi suda con noi e vede solo raramente il campo ed infine alla mia gatta Lee. Non è facile essere la gatta di un pallavolista anonimo…

D: Grazie Fasoli Lei è stato gentilissimo…

R: E no, sono Io che prima di salutare vorrei fare una dichiarazione: credo sia giusto dare spazio ai giovani, io ho fatto il mio tempo ed ho avuto le mie soddisfazioni credo che dopo questa vittoria appenderò le ginocchiere al chiodo, ma magari se insistete potrei giocare ancora per un anno…

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