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Ospedalieri – Bradipi : 3-0 intevista a Marco

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 Dopo la sconfitta subita dai Bradipi nel match contro gli Ospedalieri, pubblichiamo un’intervista al palleggiatore Marco Camboni.

gazzetta ospedalieri


D: Salve Camboni. Lei ha fama di essere una delle persone più silenziose al mondo, ma alla luce di questa cocente sconfitta avrà pure qualcosa da dire?
R: ….

D: Avanti! Non posso credere che non abbia da togliersi qualche sassolino dalla scarpa!

R: ….

Non vuole rispondere neanche alle critiche che le sono state rivolte riguardo alla sua gestione del gioco? Qualcuno ha detto che appena avete smesso di giocare al centro è arrivata la prima sconfitta.

R: …….. E va bene, rispondo! Quel che è stato detto è la sacrosanta verità, non avendo più giocato al centro siamo diventati prevedibili sino al ridicolo e di questo mi assumo tutta la responsabilità.

D: Proprio tutta?

R: Beh, magari tutta tutta no. Una buona parte. La verità è che non sono mai riuscito ad entrare in partita, su alcune azioni ho vagato in mezzo al campo come se avessi appena finito una delle mie famigerate feste di laurea. Ho servito male di banda, costringendo i miei compagni a mirabolanti salti in lungo, e ho servito male fuori mano, facendo prendere delle brutte capanne al nostro opposto. Al centro, semplicemente, non ho servito.

D: È stata una sua scelta tattica a sorpresa contro tutte le opinioni dei suoi compagni di squadra?

R: Mi piacerebbe poter dire che è stata una scelta meditata dopo freddi calcoli mentali, ma no, non è stata una scelta. All’inizio è stata una necessità, anzi meglio un’impossibilità. Per quanto avrei voluto giocare molto di più al centro, non è stato possibile. La ricezione non me lo ha permesso. Non sono Toffoli e non riesco ad alzare al centro in ginocchio dai 4 metri. È vero che dopo, quando è arrivata qualche palla buona, non l’ho alzata al centro. Mi ero dimenticato completamente della sua esistenza. Non ero più lucido, sempre che lo fossi mai stato. Senta, il mestiere di noi alzatori è un mestiere veramente ingrato. Non possiamo sfogare la nostra rabbia agonistica schiacciando in faccia agli avversari, possiamo solo gioire delle schiacciate dei compagni, e se questi prendono il muro, beh, sono certo che fa più male a noi che a loro.

D: Sniff…mi scusi…(tira su col naso)…mi sono commosso.

R: Su, non faccia così, non è poi così brutto, dà anche innumerevoli soddisfazioni. Dopo tutto sei tu che gestisci il gioco.

D: Quindi la colpa della sconfitta con gli Ospedalieri è tutta sua! È lei che ha gestito il gioco!

R: Quale gioco? Non abbiamo mai giocato. Lo ripeto, io ho le mie responsabilità, ma è tutta la squadra che non ha funzionato. Siamo entrati in campo nervosissimi e contratti, è mancata la lucidità e non abbiamo mai saputo reagire. Forse ci eravamo pure montati un po’ la testa dopo la vittoria con la Svicat. Come noi, anche la Svicat non ha mai giocato al centro, non ha mai reagito e non è mai entrata in partita. Quest’anno in effetti non abbiamo ancora fatto una vera partita: quest’ultima l’abbiamo persa noi, non l’hanno certo vinta gli Ospedalieri, e la partita con la Svicat, per quanti meriti ci siano stati, non è stata una vera partita.

D: Cosa pensa della proposta della UISP di far battere dal basso a partire dal prossimo anno per aumentare la spettacolarità e la durata delle partite?

R: È solo una provocazione. In effetti ci sono stati troppi errori in battuta e ovviamente in ricezione.

D: Ha altri rimproveri da fare alla squadra?

R: Io rimprovero solo me stesso, posso solo analizzare i nudi fatti. Poi ai rimproveri ognuno pensa per sé. Per quanto mi riguarda non ho saputo dare continuità al gioco, e forse addirittura Vermiglio sarebbe riuscito a dare più tranquillità alla squadra. Lo so, la ricezione ha fatto schifo, ma non è una giustificazione, mi pagano (?) per alzare in qualsiasi condizione ambientale, e la mia ultima prestazione è stata pessima.

D: Un nome da bocciare su tutti?

R: Il mio. Non ho altro da dire.

D: No, no! Passiamo a cose più importanti: ha letto il libro scandalo del vostro allenatore Sasà?

R: Certo, e l’ho trovato fantastico. “Sasà B. e 100 colpi di spazzola” verrà ricordato come il Decamerone del XXI secolo! Ora però lo vorrei mettere al riparo dai continui gossip che lo circondano, abbiamo bisogno della sua severità e della sua salda e inflessibile guida durante l’allenamento. Deve aiutarci a ritrovare la concentrazione.

D: Ma è vero quel che si dice in giro? È proprio vero che Sasà ha…?

R: No comment. Le dico solo che io ormai evito di farmi la doccia insieme a lui. L’anno scorso, dopo ogni partita, tornavo a casa umiliato dal confronto delle proporzioni. Io non so come gli altri riescano a continuare. Li salverà l’ironia, o la consapevolezza che di casi come Sasà ne esistono uno ogni milione!

D: Un’ultima domanda: cosa pensa delle insistenti voci che danno Sergino verso la Sisley?

R: Beh, se devo essere sincero, sono contento, se lo merita, è un grande giocatore e sono felice che l’abbiano premiato come migliore atleta dell’anno. Secondo me farebbe bene ad accettare l’offerta, è il più bravo tra noi, anzi diciamo pure che è di diversi livelli superiore, di un altro pianeta, e d’altra parte anche nell’ultima partita lui per due set non ha sbagliato niente.

D: Secondo lei il video che gira su internet dove si vede Sergino che schiaccia dieci volte consecutivamente sulla linea dei tre metri e la palla sbattendo su questa torna indietro e viene schiacciata con sempre maggior violenza dal suddetto è vero?

R: Assolutamente sì.

D: E cosa pensa delle voci dell’imminente ritiro del Fasoli?

R: Dopo l’ultima partita anch’io mi sentirei profondamente deluso, anch’io sarei mortificato dall’aver potuto schiacciare tre misere palle, ma son sicuro che non ci lascerà in questo momento buio. Credo che almeno un altro anno…

D: E il libro del Ciccio l’ha letto?

R: Pensavo si trattasse di umorismo triviale, mi sbagliavo. È quasi troppo inglese, e quella del cane e del wurstel è irresistibile!

D: E del caso Giulio? Cosa crede che sia successo?

R: Guardi, io non credo alla storia della sveglia. Secondo me è una bugia montata ad arte dal governo. La verità è che è stato rapito dagli alieni per essere usato come cavia per degli esperimenti. Anzi sa cosa le dico, tutta la partita con gli ospedalieri è stata truccata, si tratta di un complotto alieno!!!

D: Paranoia?

R: Un po’.

D: Sa che lei assomiglia in maniera spaventosa a Luca Cordero di Montezemolo?!

R: Siamo fratelli gemelli. Omozigoti.

D: Certo che quando incomincia a parlare è impossibile fermarla!

R:

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