Associzione Sportiva Dilettantistica Pallavolisti Anonimi

La squadra: Angelo Turi

Posted by Andrea

Nome Angelo Turi  angelo001.jpg
Nato a : Taranto
il : 15/05/78
Detto: Il modello soprannome dovuto alla cura che la sua “non ragazza” dedica al
suo abbigliamento e alla di lui persona

Ruolo : Centrale

Caratteristiche:
Dotato centrale da sempre una sicurezza a muro, negli ultimi tempi ha migliorato notevolmente la sua intesa con gli alzatori, la sua difesa e la sua ricezione. Attualmente il centrale più forte della squadra.

Particolarità:
Giocatore longilineo all’eccesso è dotato di una proverbiale voracità tanto da fare pensare alla presenza di non uno ma più vermi solitari nel suo intestino. Nell’osservare questo ragazzo timido ed estroverso con il sopracciglio particolarmente curato e il capello moderno non traspare affatto il suo carattere “fumino” che più di un occasione lo hanno portato a discussioni e litigi con arbitri e avversari.

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Storia ed altro:
Il Turi Angelo è una delle presenze storiche del gruppo, vi entra a farne parte nel secondo anno dalla fondazione (1998/99) uno sventurato incidente di moto lo tiene lontano dalla squadra per due anni.
Per un anno si cimenta anche nell’allenare la squadra femminile con alterne fortune. I bradipi nei due anni della sua non attività se lo ritrovano come arbitro in svariate partite: il nostro, infatti, si cimenta anche con il fischietto.

Questa sua ecletticità, fuori dal campo, si rivela un fallimento dentro il campo quando l’allenatore Inzaina prova a trasformarlo in banda o in opposto, ma il mestiere del Turi è quello di centrale e come tale arriva alla consacrazione e ad essere una colonna portante negli equilibri della squadra.

Di eclatante ha detto/fatto:

Dicevamo della sua inspiegabile voracità. Uomo di poche parole e buona forchetta dispensò un freddo commento ad un’osservazione del Fasoli che durante una spesa fatta per preparare la pasta al forno, su ricetta dello stesso Turi, per una cena di squadra osò obiettare: “ma non ti sembra che due chili di pecorino, un chilo di parmigiano, un salame, una mortadella, due chili di carne macinata, sei litri di sugo… … siano quantità un po’ esagerate per un condimento?” il Turi ribattè lapidario: “beh sai noi la pasta al forno la facciamo un po’ carica…”

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Sportivamente parlando la sua prestazione più meritevole è la palletta dietro il muro eseguita con freddezza e lucidità beffarda. Nell’esecuzione il nostro caricando allo spasimo sui suoi arti inferiori da l’idea di chissà quale minella nei tre metri mentre il nostro con fare furbo e movimento rotatorio dell’arto superiore destro tocca la sfera con le punta delle dita eseguendo una cacatina dietro il muro avversario. L’esecuzione di tale prodezza si perde nella storia, tanto da essere ormai considerata un misto tra realtà e leggenda

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