Associzione Sportiva Dilettantistica Pallavolisti Anonimi

Resconto: Evento seconda edizione

Posted by Sandro

Troppo spesso abbiamo dovuto raccontare di uno sport piegato agli interessi degli sponsor schiavo di fitti calendari che obbediscono solo alla mera legge del soldo, è quindi con piacere che, almeno per una volta l’anno, andremo a raccontare una
manifestazione che ormai, seppur a fatica, è riuscita a trovare una sua precisa collocazione nei numerosi impegni agonistici dei valorosi Bradipi o Squilibradipi che dir si voglia.

Come ormai consuetudine, nel secondo venerdì del mese di Marzo, si è svolta la prestigiosa kermesse Vecchie Glorie-Giovani Bradipi.
Collocandosi a metà, tra la competizione ludico sportiva e la mondanità assoluta l’evento, quest’anno alla sua seconda edizione,
ha conosciuto uno splendore e una rilevanza che nessuno osava sperare, ma che tutti si adopereranno affinché possa migliorare
nelle prossime edizioni. Solo alcuni dati, per la serata sono state consumate: due teglie di timballo 50×40, un rustico agli spinaci sui 30 cm di diametro, due salami, due pagnotte, due teglie di tiramisù 50×25, una crostata di
35cm, una sacher sui 30cm, una ventina di cannoli siciliani, dodici litri di vino, tre di spumante e altrettanto liquido non alcolico al
consumo del quale, il Michele tiene a precisare di non aver dato alcun contributo…


La serata si anima subito avvalendosi di numerose presenze, tanto inattese quanto gradite. Alla presenza di un folto pubblico di fan gaudenti vanno a prendere forma e corpo le due compagini che dopo un breve riscaldamento, che ognuno svolge e
vive a suo modo (sebbene ci sia sempre qualcuno che prende la cosa troppo seriamente) andranno a dar vita ad una partita tesa, vibrante e combattuta. Infatti, sebbene non esasperata nei toni agonistici, la tenzone offrirà spunti di gran significato non solo tecnico ma finanche atletico.

Da cronisti ci corre l’obbligo di provare a narrare l’evento, ma altresì ci appare evidente quanto impossibile sia un’esposizione dei fatti che possa restituire anche solo parzialmente la stessa atmosfera che si è respirata in via possenti in quel dì, umilmente ci confrontiamo con tale improba impresa.

Dopo le procedure di rito, dovute alla buona creanza, le due compagini vanno a disporsi in campo, questi i due sestetti iniziali:
Vecchie glorie: bande Lucazzo e un esterrefatto Scaramuccia già Mai-ala; centrali Michele che già dimostrava come il Dr.unk scritto sulla maglietta non sia casuale e il mister Fasoli Ljubo alla sua prima apparizione a meno di tre mesi dal grave infortunio; palleggiatore e guest star della serata, il tecnico e preciso Baccianella che di fresco ritorno dall’Australia sfoggiava una tenuta tecnico-fallica di tradizione Maori popolazione della quale, il nostro emulava non solo l’abbigliamento ma anche particolari danze propiziatorie con cui deliziava gli astanti; opposto il Vecchi(o) Lo Zio; come libero, costretto dalla malconcia schiena a tal ruolo, il poliedrico Ronshgfetfdnej; in panchina solo per motivi sentimentali Balugogi e l’Indifferente i due infatti, benché ancora in attività , memori dei tempi andati preferivano schierarsi con le Vecchie Glorie. La storica compagine dopo innegabili difficoltà nel rientrare nei rituali e secolari meccanismi della pallavolo saprà farsi valere.

I giovani Bradipi si dispongono in campo dimostrando di voler dare connotazione vera alla partita: di banda vengono schierati Il Sasà e il possente Sergino Due cosine, la cui discesa in campo da subito rende l’idea di come i giovani tengano a vincere il confronto e ha il preciso scopo di intimidire gli avversari che reagiscono con risa isteriche o evidente e sincero terrore; centrali il Turi Angelo e l’indigeno Poli Luca; palleggiatore l’illustrissimo Prof. Ing. Marcellino Ferro, e opposto il devastante Alex Perrucci. Un sestetto, che nel corso dell’anno agonistico, ha terrorizzato avversari ben più quotati e allenati delle nostre sportive antiche amicizie. Solo momentaneamente relegati in panchina, scalpitanti nell’attesa, le vecchie promesse: Andrea da Macerata e il Fabio del Salento; il voglioso Stefano, ormai stella internazionale del fotti-compagno; e il sottovalutato Turi-Ciccio-c’è, gia ritornello di una tradizionale canzone che richiama vagamente nei suoni la pizzica ed è colonna portante del folk storico lucano, il forte giocatore vive, comunque, la momentanea e inspiegabile esclusione con la giusta filosofia.

Accennavamo ad un duro inizio delle vecchie glorie ai quali le traiettorie della palla spesso appaiono inspiegabili e incontrollabili e, difficilmente addomesticabili, finiscono nei luoghi più impensati e meno consueti della pallavolo canonica.

Ma basterà un solo sapiente tempo, dopo il primo estenuante punto, a metter le cose a posto, sfruttato nel migliore dei modi il time out, le vecchie glorie, trascinate da un Inzaina voglioso e da un efficace Scaramuccia, con un Fabione in regia lucido e sapiente distributore, hanno la meglio nel primo set. Basti il punteggio a testimoniare la validità agonistica dell’evento un 28-26 che va a premiare una prestazione collettiva di gran rilievo delle Vecchie Glorie e lascia i giovani virgulti, che pur non avevano demeritato, a
bocca amara ma sicuramente non asciutta e a pancia piena, la cui unita di squadra si rivela solo nello stabilire il maggior colpevole della parziale disfatta…

Il resto della serata è ormai epica: tutti avranno il loro spazio e la loro opportunità di mettersi in luce. Azioni concitate nel secondo set portano ad una vittoria inspiegabile delle vecchie glorie coadiuvate da aiuti leciti e non. La partita diviene violenta, caotica e confusa ed alcune spettatrici sono costrette a rifugi di fortuna.
Punteggi lievitati all’improvviso e inspiegabilmente, parziali ruberie d’esperienza portano i giovani al collasso psicofisico. Stremati nelle forze e svuotati nelle idee i giovani raccolgono le residue energie sperimentando anche nuove tecniche di recupero prendendo ad esempio i più esperti avversari di giornata.

E la cura da i suoi frutti, vuoi perché le Vecchie Glorie hanno un inevitabile calo fisico, vuoi perché i giovani sono rinvigoriti dalle nuove strategie di recupero. Così la partita, dopo una girandola d’emozioni e di un sempre vasto e mai esaurito repertorio di tutto ciò che in campo non dovrebbe mai essere fatto, con le vecchie glorie che si abbandonano ai ricordi mimando e tentando di ripetere azioni che hanno reso mitico il loro passaggio nella squadra, un esempio su tutti: il muro da seconda linea di Michele, arriva al parziale di parità di due set per parte. I vecchi nulla possono contro lo strapotere fisico dei più aitanti giovani e sono
costretti al tie break.

Per motivi televisivi il tie breack viene posposto al dovuto riconoscimento alla carriera dell’anziano Fasoli, ormai al suo ultimo anno agonistico. Numerosi premi vengono consegnati al commosso omone che ringrazia e a stento trattiene le lacrime.

Espletate le rituali liturgie, dopo una cospicua libagione di dolci e alcolici, si torna in campo e lì i giovani hanno una brutta sorpresa. La premiazione, altro non era che un subdolo espediente dei vecchi volponi capeggiati dal Fasoli per tirare fuori la loro ultima arma: il negrito pallavolero in realtà tremenda bambola vudù per mezzo della quale, imitandone la posizione, si annichilisce qualsiasi avversario. I giovani devono così arrendersi alla magia nera più che ai meriti degli avversari in un eloquente 27-25 al quinto set.

La cronaca come la festa finisce qui con un lieve rammarico per chi ha voluto o dovuto rimanere a casa ed un caloroso arrivederci all’anno prossimo, sperando che la palestra sia sempre la stessa e noi sempre più numerosi…

A voi la galleria delle foto: Evento 2007

Sandro Fasoli

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