Associzione Sportiva Dilettantistica Pallavolisti Anonimi

Intervista schock col Sasà:Che cosa sta succedendo agli Squilibradipi?

Posted by Luca

Giornalista: “Illustrissimo Sasà, dopo la quarta sconfitta consecutiva e un bottino di 0 set e 0 punti, ci dica, che cosa sta succedendo alla compagine bradipa in cui si pregia di giocare?

Sasà: “Guardi, le dirò in tutta onestà che non è facile compiere una precisa disamina della situazione attuale della squadra. Quello che le posso dire con assoluta certezza è che, in anni e anni di onorata carriera pallavolistica, una cosa così non l’avevo mai vista. Nel giro di poche settimane si è abbattuta sul nostro team una tale girandola di infortuni da eguagliare, se non addirittura superare, quella che ha afflitto il prode Baluci negli ultimi anni. Quasi tutti i centrali si sono azzoppati facendo piedino sotto rete a seducenti giocatori avversari che, da veri bruti insensibili alle altrui profusioni amorose, hanno reagito con sgarbo, sgambettando i nostri virili mastini del muro e facendoli rovinare a terra tra grida inconsulte e aspre bestemmie (degne del succitato prode Baluci).

“Inoltre, il destino beffardo, non pago di aver già decimato la nostra compagine, ha voluto infierire sulla squadra, azzoppando pure due dei nostri tre alzatori e decretando per Marcellino (colui che, non ce lo dimentichiamo, ha tirato la carretta negli ultimi 3 – 4 anni) che la stagione agonistica era finita con largo anticipo…

G. “Be’, effettivamente non si può negare che la malasorte abbia destabilizzato quegli equilibri che, poco a poco, si stavano cementificando nel vostro gioco. E non possiamo negare che le vostre sfortune non siano finite qui…

S. “Per l’appunto. Come le stavo dicendo, il destino beffardo e traditore, non pago di aver già decimato la nostra compagine si è anche sbizzarrito con eventi del tutto singolari e inimmaginabili. Pensi che, addirittura, il sottoscritto, donatore Avis dal lontanissimo 1997, autore di qualcosa come 45 donazioni di sangue all’anno e 1.852 donazioni di seme a settimana, durante uno dei suoi atti di altruismo e liberalità, si vedeva ferito quasi mortalmente al braccio sx da un’infame infermiera del centro trasfusionale di Cisanello, corrotta da qualche nostro acerrimo nemico. A seguito di tutto ciò, il malcapitato arto, forse colto da un’improvvisa e irrefrenabile ondata di invidia per un’altra mia appendice corporea, ha cominciato a gonfiarsi in maniera disumana, con grosso strabordamento ematico e con conseguenti atroci dolori che mi hanno tenuto a mezzo servizio per varie settimane.
“E come tacere, poi, dell’ondata di Scquaqquaraus che ultimamente ha flagellato i bradipi, estendendosi, per così dire, ‘a macchia d’olio’ all’interno dello spogliatoio…”

G.Quindi, mi sembra di capire dalla sue parole che attribuisce la colpa delle ultime sconfitte alla quantità di infortuni e acciacchi che hanno afflitto la squadra…

S. “E no, caro giornalista! Lungi da me una simile affermazione! C’è da dire, semmai, che la girandola di infortuni, a un centro punto della stagione, si è sposata alla perfezione con un diffuso calo di forma fisica e mentale. Nelle ultime partite è parso di rivedere, per lunghi tratti, la stessa squadra di inizio campionato: un squadra contratta e nervosa, con poche certezze e molte insicurezze. Quattro 3 a 0 consecutivi, perdendo diversi set che erano già praticamente nostri, non si può giustificare facendo appello solo ai numerosi infortuni…”

G.Ma allora ci illumini, Illustrissimo Sasà, qual è la sua ricetta per curare i mali degli Squilibradipi?

S. “Mi fa una domanda da un milione di euri… Non so se esista una ‘ricetta’ che possa guarire come per magia tutti i nostri mali. Quello che le posso dire, anche se sembrerà pura retorica, è che dobbiamo ricominciare a giocare con umiltà. Dobbiamo pensare solo e unicamente a migliorare il nostro gioco, tralasciando qualsiasi considerazione sui punti che ci separano dai play off, ignorando le polemiche sulla nostra millantata scarsa sportività (o, sarebbe meglio dire per correttezza di cronaca e citando alla lettera l’ormai storica affermazione, “antisportività di merda”) e, soprattutto, trascurando del tutto le polemiche delle nostre fans in merito a quale sia la divisa più sexy che dobbiamo indossare nelle partite ufficiali o le polemiche interne al gruppo su quale sia la divisa meno sfigata da indossare in campionato…

“Poi, personalmente, riporterei anche in auge la vecchia usanza bradipa di alzare il tasso alcoolico delle partite, con abbondanti libagioni e fiumi di nettare bacchico prima durante e dopo gli incontri… Secondo me potrebbe solo giovare a un gioco più ‘sereno e spensierato’…”

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