Squilibradipi-Duiu 0-3; Migliarino summer…-Squilibradipi 0-3
Più volte mi sono cimentato nel commentare nostre partite belle e brutte, vinte (poche) o perse (tante) e comunque qualche cazzata in mente mi veniva.
Nella mia vita ho anche scritto un libercolo di 260 pagine fitte di stronzate, non credo sia la fantasia a mancarmi, apprezzata o meno che sia, ma di fronte a queste due ultime prestazioni, cari miei lettori cibernetici, temo di averla terminata.
Mi adagio, così al generare torpore, che ha avuto la meglio ormai sui bradipi tutti. Mio malgrado ricorrerò ad un meccanico taglia e incolla da Wikipedia inserendo piccoli ma sapienti commenti, parchi nel numero come la situazione, del resto, richiede apatia
L’apatia è una riduzione dei comportamenti finalizzati, dovuta a mancanza di motivazione. Si distingue dalla depressione in quanto il paziente apatico non prova disagio per la sua condizione, mentre la depressione correla con stati ansiosi e provoca un tono negativo dell’umore che può arrivare fino al desiderio di morire.
Condizione caratterizzata da una diminuzione o dall’assenza di qualsiasi reazione emotiva di fronte a situazioni, eventi della vita di tutti i giorni.
Si esprime sotto forma di indifferenza, di inerzia fisica oppure di mancanza di reazione di fronte a situazioni che normalmente dovrebbero suscitare interesse o emozione, di una riduzione dei comportamenti finalizzati, di una assenza di spirito di iniziativa, di una sottomissione nelle scelte quotidiane.
Il soggetto apatico limita la produzione di pensieri legati ad obiettivi, al punto da trascurare persino se stesso, oltre a mostrare gravi segni di distacco verso l’ambiente che lo circonda, e provare indifferenza e ritrosia nei confronti di eventuali nuove esperienze (tipo vincere qualche set ogni tanto.) Ma non è detto, poiché dipende molto dalle caratteristiche caratteriali del soggetto.
L’incapacità di manifestare emozioni si ripercuote, nel soggetto apatico, nella ridotta espressività vocale, facciale e gestuale (Sasà infatti ha pure smesso di fare le faccette…) oltre ad una alterazione dell’attività sessuale (Per Andrea ovviamente non vale. Sappilo ti faccio giocare poco per il tuo bene…) e dell’attività nutrizionale (Venerdì scorso è avanzata della focaccina alla spigolatrice…)
Nel caso in cui il soggetto apatico stia sviluppando una forma depressiva, ai sintomi sopra elencati vanno aggiunti un rallentamento psicomotorio (fase già palesemente in atto), un pessimismo globale includente una assenza di speranza e una ridotta autostima (che branco di Pippe).
L’apatia può non essere distinguibile in un soggetto, soprattutto se egli possiede una notevole capacità d’interazione con le altre persone (continuiamo ad essere dei gran simpaticoni…)
Oppure può presentarsi a livello costituzionale (il soggetto è fiacco per temperamento), far parte di una condizione medica (es. insufficienza tiroidea, morbo di Parkinson, demenze) o psicologica psichiatrica (depressione, schizofrenia) o per abuso di sostanze stupefacenti: cocaina, anfetamine, marijuana, hashish.(di certo non è qui che dobbiamo intervenire semmai volessimo…)
L’apatia necessita di cure solo se è presente insieme a patologie (come il morbo di Alzheimer (pottrebbe riguardarmi)) ed in tal caso viene curata solo la patologia, oppure se debilita il soggetto in modo tale da togliergli eccessivamente le forze fisiche o mentali. Se un soggetto eutimico necessita di cure, cosa rara, la terapia utilizzata può prevedere l’uso di farmaci antidepressivi, oltre ad una psicoterapia cognitiva o comportamentista di supporto.
In codesto contesto voglio però essere ottimista ed accanto alla definizione di Apatia che si da in psicologia voglio inserire anche quella filosofica che fa di noi dei veri eroi.
L’apatia (apátheia, απάθεια), o impassibilità, è la virtù per eccellenza dello stoico e consiste nell’assenza di passioni (páthos).
Essa è strettamente legata al concetto di provvidenza: poiché lo stoico sa che tutto è come deve essere, egli non si esalta né si abbatte, fermamente convinto che ogni evento, anche spiacevole, sia teso verso il bene. Con essa, credevano i filosofi stoici, l’uomo poteva essere veramente felice, perché se ci si lasciava attrarre troppo dall’entusiasmo, una volta che le cose fossero andate storte, si sarebbe caduti nella delusione. È questa la differenza essenziale tra la tristezza e l’apatia.
Così descrive l’apatia il poeta romano Orazio:
« Rebus angustis animosus atque fortis appare; sapienter idem contrahes vento nimium secondo turgida vela. » (Quinto Orazio Flacco, Carmina, ode X)
Frase alla quale in altri tempi non avrei esitato a rispondere personalmente e in via precauzionale:
« A te e sorete… » (Sandro, Vita quotidiana)
Ma che vista la gravità la solennitàe del momento devo necessariamente tradurre:
Negli eventi sfavorevoli mostra un animo forte; allo stesso modo raccogli sapientemente le vele gonfie per il vento troppo favorevole.
In tale affermazione si nota quanto il concetto di apatia si allarghi all’interno dell’eclettica cultura romana fino ad inglobare posizioni epicuree come l’aurea mediocritas.
Da non confondersi l’apatia con l’atarassia epicurea che si riferisce all’imperturbabilità del saggio di fronte alle passioni e desideri tale da generare in lui una condizione di serenità e tranquillità (piacere catastematico, stabile).
Nell’atarassia l’uomo è quindi soddisfatto della sua condizione e rinuncia ad ogni azione per modificarla, al contrario per lo stoico l’apatia è la liberazione della passioni per intraprendere una nuovo percorso, libero da passioni e sentimenti, quello condotto sotto il segno della razionalità.
Raga’ se qualcuno ha rimedi li tiri fuori e presto se poi riuscissi bene a caricare video e foto in ‘sto cazzo di sito gli articoli sarebbero pure più simpatici…
- novembre 28th



“Per Andrea ovviamente non vale. Sappilo ti faccio giocare poco per il tuo bene…”…
Apprezzo il gesto
Stasera Lunedì 7 Dicembre la pizzeria “La Spigolatrice” è aperta ragazzi!!!